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Fast Fashion

30 marzo 2016

Quando rimasi incinta circa tre anni fa, cominciai a seguire molte bloggers e  youtubers.

Il tema più gettonato era ed è tutt’oggi il mondo Haul, compere per intenderci..soprattutto abbigliamento.

Mi piaceva vedere questi video con queste ragazze che ogni settimana si fiondavano nei negozi e compravano ,compravano, compravano. La domanda che più spesso mi facevo era: ” Ma riusciranno mai ad indossare tutti questi capi e a sfruttarli veramente?”

Col passare dei mesi mi resi conto che erano migliaia se non milioni le ragazze che erano in preda a questo delirio.

Io stessa mi feci trascinare dall’ondata e mi ritrovai a girovagare nei negozi con la speranza di fare l’affare e poter comprare anche io. Ma ,fortunatamente, vivendo in piena campagna e avendo un budget ridottissimo il mio contagio si esaurì nell’arco di qualche settimana.

Così una volta “guarita”comincia a informarmi un po’ e scoprii il fenomeno cosiddetto Fashion Fast.

In pratica indumenti di bassissima qualità prodotti sfruttando risorse umane e ambientali e venduti a un prezzo stracciato.

Vengono creati addirittura in modo tale che si strappino o si rovinino dopo pochi lavaggi per far sì che il cliente ritorni a comprare.

Ovviamente tutte le catene di grande distribuzione adottano questo business , proponendo non più due collezioni all’anno ma addirittura 52, una a settimana.

Così la gente ogni settimana trova in negozio qualche capo nuovo, a prezzo basso da acquistare anche se non ne ha assolutamente bisogno.

Io nel mio piccolo cerco sempre di comprare poco , pochissimo, solo quando mi serve. Ovviamente acquisto anche io da Zara, H&M, ecc. Anche se devo dire che sto cercando, anche grazie al blog, di fare acquisti più mirati a prezzo più alto ma di buona qualità.

Uno dei miei obiettivi è proprio quello di farvi conoscere brands sostenibili, che mettano d’accordo il portafoglio ma anche la coscienza.

Se volete informarvi maggiormente sul tema vi invito a leggere:

Le verità sull’industria della moda

True cost

 

e  a guardare il video di Carotilla, una youtubers che seguo

 

 

 

  1. Quando paghiamo poco per le cose, non solo d’abbigliamento, dobbiamo pensare che c’é qualcuno che sta pagando il resto del costo di produzione!

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